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“A te convien tenere altro viaggio”: l’uscita di Dante dalla selva

La Divina Commedia comincia con uno smarrimento, con Dante che vaga per una una selva oscura . È uscito dalla dritta via senza accorgersene, e adesso non riesce più a ritrovarla. Dopo aver vagato per la selva, a un certo punto si trova ai margini, al piè d’un colle giunto dietro la cui sommità già si scorge lo splendore del sole nascente. Rianimatosi per il pericolo che crede scampato ( lo passo/che già mai non lasciò persona viva ), Dante inizia a risalire il colle. Poco dopo, però, tre fiere gli ostacolano il cammino. La prima a sbarrargli la strada è una lonza , che non gli si partia dinanzi al volto , tanto che più volte fu tentato di tornare indietro. La luce del mattino e la bellezza della stagione primaverile lo rincuorano, ma d’improvviso gli si para davanti un leone . Il suo aspetto è terribile. Incede a test’alta e con rabbiosa fame , tanto da far tremare persino l’aria. Lo segue una lupa , gravata di tutte brame , bestia sanza pace , che getta Dante nel più profondo sconf

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